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Libri per l’estate

Vedo che in tanti (in senso relativo si intende) arrivano qui digitando “libri per l’estate”  , qui una lista di libri romantici, spassosi e perfetti da leggere sotto l’ombrellone:

Per Adulte

Pretty Cozza di Bridie Clark, come si fa a tradurre un bellissimo titolo inglese come The Overnight Socialitè  con Pretty Cozza? Non fatevi scoraggiare dal titolo si tratta infatti di un retelling del Pigmalione (si proprio quello di Bernard Shaw) , a me è piaciuto molto e lo stra-consiglio

Una scommessa per amore di Jennifer Crusie, in realtà questo libro è stato scritto secoli fa dalla Crusie che negli States è famossissima, è davvero divertente ma sicuramente per un pubblico di adulte

Mai fidarsi del cuoco di Katie Fforde, a me la Fforde non dispiace solo che La stagione dei Matrimoni (pubblicato nel 2011 da Polillo) mi ha proprio annoiato quindi se non conoscete questa autrice vi consiglio uno dei suoi primi romanzi

Le brave ragazze combinano guai di Polly Williams, non so voi ma per me trovare chick-lit decenti sta diventando una sorta di mission impossible, in attesa che la Kinsella decida di pubblicare un romanzo all’anno direi che questo non è male se siete sotto l’ombrellone

I giorni del te e delle rose di Jennifer Donnelly, un bel romanzo non solo per puro intrattenimento, la trama è articolata, i personaggi ben costruiti e sarebbe perfetto per una trasposizione cinematografica

Evito di includere gli autori scontati come Nicholas Sparks  (che detesto) o Sophie Kinsella (che adoro) , se volete lasciate i vostri suggerimenti tra i commenti

Besos

Em

Ho un castello nel cuore di Dodie Smith

Contemplation seems to be the only luxury that costs nothing

Il libro l’ho letto in inglese (I capture the Castle) ma credo o spero sia stupendo anche in italiano.

Un piccolo grande romanzo vagamente Bohèmienne e caratterizzato da quel che io definisco pure englishness pensando ad una grande casa in rovina (castello in questo caso), natura selvaggia, eccentricità e poesia.

La storia si svolge nell’Inghilterra degli anni ’30. L’eccentrica famiglia Mortmain vive in un castello dilapidato nella campagna inglese,  i Mortmain sono rimasti sul lastrico perchè il padre, scrittore, ha un autentico blocco.

Cassandra ha diciassette anni e sogna di essere scrittrice, tiene un diario dove annota pensieri, sensazioni, vicende della casa.  Poi c’è Rose, la bellissima sorella maggiore di Cass, Rose è triste, non sopporta la povertà e lo squallore in cui vivono, sogna di incontrare un uomo benestante che la sposi e  la porti via con sè.

E ci sono i ragazzi: Thomas, il fratellino, e Stephen, bellissimo figlio dell’ex governante. La vita dei Mortmain cambia per sempre all’arrivo dei vicini di casa: americani, ricchissimi, allegrissimi.

Ogni tanto leggo un libro e mentre lo leggo me ne invaghisco totalmente, capisco di provare emozioni speciali e so che ci vorranno mesi, forse anni, prima di imbattermi in un’altra storia che avrà lo stesso effetto.

Ho un castello nel cuore mi ha fatto questo effetto, un romanzo coming-of-age senza troppe pretese ma incantevole nella sua spontaneità (e tutto il merito va alla voce narrante di Cass) … adatto a tutte le età.

La trama non è particolarmente complessa, il finale semplicemente perfetto nella sua imperfezione, tuttavia la storia va letta per perdersi tra i pensieri e le riflessioni di una eroina intelligente e simpatica come Cass Mortmain, un personaggio che senz’altro resterà a lungo nel mio cuore.

Il mio voto: 5/5

Em

Amore e ritorno di Emily Giffin

Se vi piace il genere chick-lit ma siete annoiate da storie d’amore smielate che mettono a rischio la salute per elevato contenuto di zucchero oppure storie infarcite di griffe e oggettistica che comunque, come me, non potreste permettervi consiglio, anzi stra-consiglio, Emily Giffin.

La trama dal sito della Bol:

La vita di Ellen non sembra perfetta, lo è senza ombra di dubbio. Trentatré anni, fotografa, è sposata con Andy, l’uomo che ama e che sa sempre tirare fuori il meglio di lei. Tutto fila a meraviglia fino a quando, un giorno, Ellen incontra Leo. Leo, il perfido ma irresistibile rubacuori che non vedeva da otto anni. Leo, l’uomo che riusciva sempre a tirare fuori il peggio di lei e che, dopo una lunga e appassionata relazione, l’aveva lasciata senza una parola. Leo, l’ex con la E maiuscola, che ovviamente Ellen non ha mai dimenticato. Succede a New York, in un piovoso pomeriggio di gennaio. Due ombrelli che si incrociano per strada. Due persone che si salutano frettolosamente. Niente di più. Ma quell’incontro scatena in Ellen un fiume di emozioni sopite. Quando, poco dopo, Leo decide di rifarsi vivo e in più Andy deve trasferirsi per lavoro ad Atlanta, Ellen comincia a farsi la fatidica domanda: “E se avessi sbagliato tutto?”.

Premetto che secondo me non è il migliore romanzo della Giffin (Il mio preferito è Something Blue ma anche Piccole Confusioni di Letto mi è piaciuto di più), si legge velocemente, non è noioso e affronta il dilemma “sono contenta di quello che ho … ma  sarei stata più felice se…? e se l’uomo della mia vita fosse davvero stato lui?”.

Il punto di forza di questo romanzo chick lit o rosa sta tutto nella intelligenza di Emily Giffin, un’autrice che quando scrive ha in mente un pubblico di ragazze che vogliono rilassarsi, leggere qualcosa di disimpegnato ma al di sotto di una certa soglia di decenza non sono disposte a scendere.

E infatti qui dentro non troverete frasi banali, c’è una certa freschezza, insomma non è un polpettone romantico, tutt’altro.

E poi dico la verità non è scontato nel senso che davvero durante la lettura ho vissuto la crisi della  protagonista che analizza tutto troppo (mi ricorda qualcuno?) senza immediatamente indovinare quale sarebbe stata la scelta.

I personaggi sono ben costruiti, il finale mi ha completamente soddisfatto.

Il mio voto: 3,5/5

Em

Graceling di Kristin Cashore

Premetto che il libro l’ho letto in inglese e so che ci sono delle differenze nelle due versioni (vedi recensione di Diana).

Katsa… ci dev’essere qualcosa di speciale nei nomi che iniziano per K (Katsa in Graceling, Katniss negli Hunger Games e Kate nella serie di Ilona Andrews), perchè queste eroine sono tutte davvero “cazzute”, hanno personalità e mezzi per cavarsela in ogni situazione.

L’idea di Cashore di costruire un fantasy “tradizionale” senza vampiri, mostri, maghi, animali parlanti ma intorno al concetto di “grazia” mi è sembrata geniale.

I Graceling sono fondamentalmente umani con due occhi di colore diverso e “abilità” particolari.

Katsa è di nobili origini, la sua grazia? Uccidere. Questo significa che è rispettata e temuta in tutti i sette regni, tuttavia il suo dono è anche la sua maledizione.

Suo zio (il Re) la manipola da quando è piccola costringendola ad uccidere i suoi nemici, ora però ha raggiunto il limite, ogni volta che deve spezzare un collo si sente nauseata, non riesce più a commettere atti di violenza che potrebbero essere evitati.

Insieme a suo cugino Raffin ed altri amici crea un concilio, una sorta di società segreta, la missione è quella di impedire che i Re commettano ingiustizie a spese dei cittadini.

Katsa non ha paura di sporcarsi le mani, è uno spirito libero, una guerriera capace di sopravvivere in tutte le circostanze, intelligente, acuta, non è cinica, tutt’altro, è un animo gentile ma mai sdolcinato.

E poi c’è Po.

Po è un Graceling, Principe di Lienid, il mondo lo crede un guerriero, in effetti è l’unico che rappresenta una vera sfida per Katsa. Quando il concilio salva il nonno di Po, che è stato rapito, ed inizia ad investigare sulle ragioni del rapimento, anche Po viene coinvolto nella missione.

Po e Katsa iniziano un viaggio, un’avventura, da qui in poi non ho potuto chiudere il libro fino a quando non l’ho finito.

Mi sono presa una bella sbandata per PO, il suo buon umore, il suo coraggio, le scelte che compie, è una sorta di anti-eroe e forse per questo mi è piaciuto così tanto.

La storia d’amore di Katsa e Po è davvero speciale, Cashore è molto intelligente, riesce ad evitare  stereotipi e costruire una storia “vera” (una sorpresa nel fantasy), Po e Katsa sono innanzitutto amici, dato che sono adulti ci si può aspettare anche un pò di sensualità (il che non guasta).

Attenzione agli spoilers

Perchè questo libro mi è piaciuto così tanto:

* sia Katsa che Po evolvono durante la storia, imparano a conoscersi meglio e a scoprire le loro abilità, capiscono quali solo le loro priorità, cosa è davvero importante;

* niente storia d’amore sdolcinata, tecnicamente questo libro è stato proposto in categoria YA ma la relazione tra Po e Katsa è “matura”. Io credo nei fatti più che nelle parole (o nei gesti di forma), questi due si supportano davvero nella buona e nella cattiva sorte;

* non ci sono scelte ovvie o compromessi forzati. Per carità i compromessi sono essenziali ma non se stravolgono i valori di una persona;

* è perfetto nella sua imperfezione, Katsa e Po si trovano ad affrontare conseguenze importanti ma ho apprezzato il modo in cui Cashore non semplifica il tutto con qualche “trucco letterario”;

L’unico appunto è che la psicologia del cattivo non è stata ben sviluppata, il sadismo è un elemento che mi interessa parecchio ma a mio parere non gli è stato dato abbastanza spazio.

Altre opinioni:

Sognando Leggendo

BooksBlog

TwilightFandom

Il mio voto: 5/5

Em

Una ragazza americana di Meg Cabot

Meg Cabot è un’autrice popolarissima in tutto il mondo, scrive chick-lit, libri per ragazze, romanzi storici, con una caratteristica in comune: storie d’amore che fanno ridere (con una buona dose di mistero che varia da storia a storia).

I libri di Meg Cabot o in inglese o in italiano li ho  letti tutti (tranner forse un paio per le giovanissime), Una ragazza americana è super spassoso ed è il primo libro di una serie (quasi tutti i libri di Meg Cabot sono “in serie”):

Una ragazza americana di Meg Cabot

Dal sito della Bol:

Samantha Madison è nei guai per almeno dieci buoni motivi:
10. Sua sorella è la ragazza più popolare della scuola.
9. Sam è innamorata del ragazzo di sua sorella.
8. Sam ha pessimi voti in tedesco.
7. E quindi i suoi la costringono a prendere lezioni di disegno.
5. Ha appena salvato il presidente degli Stati Uniti da un attentato.
4. E tutto il mondo è convinto che sia un’eroina.
3. Ma Sam sa benissimo di non essere affatto un’eroina.
2. E ora è stata nominata ambasciatrice degli adolescenti alle Nazioni Unite.


Ed ecco il motivo numero uno:
1. Il figlio del presidente ha tutta l’aria di essere innamorato di lei.

Detto così può sembrare una trama un pò assurda tuttavia Cabot è bravissima a costruire eroine  credibili,  Sam  ha le sue insicurezze ma è sveglia, ha la battuta sempre pronta, ha i capelli rossi ed è in una fase in cui vuole vestirsi solo di nero.

Samantha non è granchè a scuola ma è bravissima a  disegnare, il problema è che odia le costrizioni, si sente uno spirito libero, un genio incompreso in sintonia solo con il fratello di sua sorella, Jake, l’unico apparentemente consapevole che non si può insegnare una materia come “arte” perchè la creatività è una questione di libertà di espressione. Come si fa ad insegnare la libertà di espressione? ( c’è parecchia ironia nella narrazione di Meg Cabot).

Per questo motivo i suoi genitori decidono di iscriverla ad una scuola di arte molto prestigiosa dove Susan Boone in persona insegna arte ai suoi studenti e tra questi c’è anche David, il figlio del presidente degli Stati Uniti.

Nel giro di un giorno Sam passa da emerita sconosciuta ad eroina nazionale dopo che quasi inconsapevolmente salva il figlio del presidente degli Stati Uniti da un attentato.

Come se tutta questa attenzione su di lei non bastasse Sam è confusa, David è carino ma lei è innamorata di Jake, giusto?

Storia prevedibile? Forse ma Meg Cabot riserva sempre sorprese.

Il mio voto: 4/5

Em

Ti dedico una canzone di Sarah Dessen

“The best way out is always through”

Sarah Dessen è una delle mie autrici preferite, il genere sarebbe romantic Ya (cioè libri per ragazze, giovani adulte dove non accade nulla di paranormale, non ci sono vampiri o cose così…).

In Italia sono stati pubblicati solo due dei sui libri e uno di questi è Ti dedico una canzone (a me questo titolo proprio non piace, in inglese il titolo è Just Listen, molto più bello).

La trama dal sito di IBS:

Owen non ama la musica, Owen vive per la musica. Lavora con la musica, cammina con la musica, parla attraverso la musica. E dopo la musica, nella “religione” di Owen, c’è la verità: lui crede che negarla o semplicemente nasconderla non serva a nulla. Annabel invece è una di quelle ragazze che apparentemente hanno tutto: bellezza, bravura, popolarità, amicizia. Ma a lei sembra di non avere più niente da quando la sua migliore amica la evita. E il perché è una verità scomoda che non ha il coraggio di tirare fuori. Una verità sepolta come i desideri che non riesce a esprimere, le decisioni che non riesce a prendere. Fino a quando in questo mondo ovattato e triste, pieno di bugie di cristallo, arriva Owen, per insegnarle a non giudicare, ma solo ad ascoltare: ad ascoltare la musica, ad ascoltare se stessa, a far esplodere il suo cuore.

Le ragioni per cui adoro i libri di Sarah Dessen (ed è vero che si assomigliano un pò tutti ma sinceramente non è che mi interessi molto, a me piacciono tutti) sono:

* i personaggi sono sempre credibili, ben costruiti e Annabel non fa eccezione;

* sono libri che trattano di problemi adolescenziali (e non solo) con realismo, senso dell’umorismo ed ottimismo. Disordini alimentari, dinamiche della scuola, ossessione per la bellezza, problemi familiari. Non ho mai la sensazione che la Dessen mi sta facendo una lezione, semplicemente racconta delle storie credibili (Non pensare o giudicare, semplicemente ascolta)

* confesso che è impossibile non innamorarsi dei personaggi maschili creati dalla Dessen, Owen è appassionato di musica, si esprime attraverso la musica è la sua regola nella vita è dire sempre e comunque la verità…

Non vorrei suonare nostalgica ma quando avevo 16 anni ogni giorno preparavo o ricevevo mix di cassette o cd, le scambiavo con amiche, amici, fidanzati. Sicuramente era  un modo per impressionarci a vicenza e sembrare interessanti agli occhi degli altri, tuttavia era anche un gesto dolce, personale, il processo richiedeva tempo e pazienza.

Da quando ci sono mp3 e ipods queste cose non si fanno più e a me sinceramente mancano parecchio.

A livello personale Ti dedico una canzone introduce un punto di vista interessante sul come gestire conflitti, disaccordi e litigi…io sono terribile in queste situazioni, nel senso che sono passiva e odio litigare, mi tengo tutto dentro.

Potrei provare ad utilizzare qualcuna delle tecniche che Owen spiega ad Annabel e vedere se funzionano.

Il libro è scorrevole, rapido…sotto l’ombrellone sarebbe perfetto.

Mio voto: 4/5

Em

Un viaggio di mille miglia inizia sempre con il primo passo

La mia testa è sempre fra le nuvole oppure immersa in un libro, ne ho letti talmente tanti che ho perso il conto, adoro leggere e l’idea è di creare questo blog per condividere opinioni. Mi piacciono generi diversi ma soprattutto sono appassionata di libri per giovani adulti (meno giovani e più adulti), urban fantasy e chick lit.

Da piccola non andavo mai a dormire senza una fiaba, ho quasi trent’anni ma leggo tantissimi libri “per ragazzi” anzi “per ragazze” e so di non essere l’unica.

Tra i miei libri preferiti nel genere sono:

1. Hunger Games di Suzanne Collins

2. Terza Generazione di Melina Marchetta

3. Ti dedico una canzone di Sarah Dessen

4. Diario di una cotta (trilogia) di Sarra Manning

5. The Princess Diaries di Meg Cabot

6. Quattro amiche e un paio di jeans di Ann Brasheres

Twilight della Meyer non mi ha fatto impazzire, tra me e i vampiri temo non ci sia feeling (mai dire mai).

Adoro Megan McCafferty che però non è ancora stata tradotta in italiano e sul fronte chick lit le mie scrittrici preferite sono Sophie Kinsella, Emily Giffin, Marian Keyes…leggo tantissimo in inglese perchè spesso i libri che mi piacciono non vengono tradotti.

Em