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La spada blu di Robin McKinley

Età di lettura: da 10 anni.

Questa storia è perfetta se, appunto, avete dai dieci ai tredici anni oppure se siete mamme e volete leggere un bellissimo romanzo alla vostra bambina.

La trama dal sito di Bol:

La madre e il padre di Harry Crewe sono morti, così suo fratello Richard trova per lei una sistemazione presso due nobili signori, che se ne prendono cura come di una figlia. La regione desertica nella quale si stabilisce, odiata dai suoi abitanti per le difficili condizioni climatiche, esercita invece sulla ragazza un fascino inspiegabile. Ma è una terra su cui incombe la minaccia di una guerra: le popolazioni del Nord vogliono spazzar via il Popolo delle Colline. Nel timore di non poter affrontare il nemico, Corlath, sovrano delle Colline, portatore di un Dono magico tramandato dai suoi antenati, chiede aiuto alla gente di Harry; l’incontro fortuito con la ragazza risveglia in quel re dallo sguardo misterioso un desiderio così forte da indurlo a portarla via con sé. Harry scopre così una cultura che segue i ritmi naturali, e si lega al re come nessun’altra donna era riuscita a fare prima; viene addestrata come un guerriero e ben presto la sua abilità arriva a domare la leggendaria Spada Blu. E mentre la guerra si profila all’orizzonte, Harry si troverà a mettere alla prova la sua arte, in una missione proibita e pericolosa che la porterà molto lontano.

Robin McKinley è un’autrice fantasy molto popolare negli States, ha uno stile molto descrittivo ed è capace di immergere il lettore nelle sue storie fino a al punto di farci sentire laddove si svolge la storia.

Queste due immagini (tratte da un mio viaggio in Siria) potrebbero ben descrivere il contesto di questo romanzo:

I primi due capitoli mi ero seriamente preoccupata che si trattasse di una narrazione troppo lenta per i miei gusti, invece con l’inizio del terzo l’avventura ha acquisito ritmo e consistenza, anzi poi mi ha davvero preso.

McKinley è bravissima a combinare insieme magia, storia, mitologia, a costruire un’alchimia che ci fa immergere in un mondo di fantasia pur restando sempre verosimile.

Harry Crew è una ragazzina o giovane donna a cui manca qualcosa nella vita: l’avventura, si sente diversa dalla società che la circonda, coraggiosa, piena di risorse quando viene rapita si ritrova a vivere in una società completamente diversa, dove le donne possono scegliere di essere addestrate come guerriere e si distingue per le sue doti in combattimento.

Se da adulte siete fans di Beatrix Kiddo diciamo che da piccole vi sareste potute innamorare di Harry Crew.

E poi c’è Corlath…come si fa a non innamorarsi di Corlath?

E’ vero che Harry viene non proprio simpaticamente rapita da Corlath ma fin da subito si capisce che Corlath porta sulle sue spalle un grosso macigno, un carico di magia che non gli lascia troppo libero arbitrio in materia.

In questo incontro tra culture e popoli McKinley scrive di tolleranza e comprensione, quando Harry arriva nell’Hillfolk ha forti difficoltà ad adattarsi ma non si considera mai superiore o più intelligente, impara ad adattarsi a nuove regole e si affeziona al suo nuovo popolo senza dimenticarsi delle sue origini fino a trovare il suo posto nel mondo.

Harry diviene il ponte tra due mondi che si sono odiati per generazioni, un’eroina eccezionale di cui è impossibile non innamorarsi, questa è una di quelle storie da leggere tra la quinta elementare e la prima media, sicuramente lascierà il segno.

Qui è possibile leggere un estratto del libro.

Altre opinioni:

Diario di Pensieri Persi

Il mio voto: 4/5 (ma sarebbe stato un 5 se l’avessi letta a dieci anni)

Em

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La Contessa Segreta di Eva Ibbotson

La Comtessa Segreta è il primo libro che ho letto di Eva Ibbotson, Eva Ibbotson è nata a Vienna nel 1925 e successivamente, dopo il divorzio dei genitori, si è trasferita in Inghilterra con il padre ebreo.

Ibbotson  ha scritto moltissimi libri che sono stati catalogati come “libri per ragazzi” in realtà la definizione è riduttiva, La contessa segreta è una fiaba meravigliosa che fa sognare a tutte le età.

Recensione Libro

La storia si apre descrivendo brevemente l’infanzia e l’adolescenza della contessina Anna Grazinski a San Pietroburgo, Anna è amatissima dai genitori e dalla vita ha avuto tutto pur mantenendo sempre una certa ingenuità ed umiltà. Amante del balletto, fluente in inglese e francese, abile al pianoforte, Anna ama la vita ed è amatissima da tutte le persone che la circondano.

Alla fine della prima guerra mondiale in Russia si crea una situazione di instabilità politica e il mondo di certezze  di Anna si sgretola, il padre muore, la ricchezze vengono in parte confiscate in parte perdute, la sicurezza della sua famiglia è in pericolo e così insieme alla madre, al fratello e alla fedelissima domestica inglese si trasferisce a Londra dove coglie la prima opportunità di lavoro e diventa una domestica.

Nella tenuta di  Mersham sta per rientrare dalla guerra Rupert, l’erede della casata, per questo cercano una nuova domestica, solo temporanea, che aiuti a rimettere in sesto la casa parzialmente chiusa e Anna riesce ad ottenere il lavoro nonostante le perplessità del capo maggiordomo Proom.

Rupert aveva promesso al fratello di fare il possibile per salvare Mersham dalla rovina ed è deciso a mantenere la parola data, questo significa sposare Muriel, bellissima ereditiera con molti lati oscuri conosciuta mentre giaceva quasi morente all’ospedale di Guerra.

Quando l’amore, quello vero, irrompe sulla scena tutto viene messo in discussione e anche il piano più definitivo è soggetto a modifiche.

Questo romanzo è quasi poetico, una fiaba che mi ha incantato per la bellissima narrazione, per l’amore con cui tutti i personaggi sono stati costruiti (la piccola Ollie è assolutamente adorabile), per la capacità di Ibboston di costruire in Anna una protagonista femminile assolutamente positiva ma non banale.

Anna è un’eroina un pò old-fashioned, gentile, umile, concreta, sognatrice ma senza dubbi esistenziali, nella ya moderna non se ne trovano molte di eroine così e quando capita sono un pò delle macchiette che mi danno i nervi, forse per questo è stata una sorpresa imbattermi nel suo personaggio, era da tanto che non mi capitava.

Il mio voto: 5/5

Bonus: una di quelle storie che mette di buon umore

Em