Archivi categoria: Voto: 5/5

La spada blu di Robin McKinley

Età di lettura: da 10 anni.

Questa storia è perfetta se, appunto, avete dai dieci ai tredici anni oppure se siete mamme e volete leggere un bellissimo romanzo alla vostra bambina.

La trama dal sito di Bol:

La madre e il padre di Harry Crewe sono morti, così suo fratello Richard trova per lei una sistemazione presso due nobili signori, che se ne prendono cura come di una figlia. La regione desertica nella quale si stabilisce, odiata dai suoi abitanti per le difficili condizioni climatiche, esercita invece sulla ragazza un fascino inspiegabile. Ma è una terra su cui incombe la minaccia di una guerra: le popolazioni del Nord vogliono spazzar via il Popolo delle Colline. Nel timore di non poter affrontare il nemico, Corlath, sovrano delle Colline, portatore di un Dono magico tramandato dai suoi antenati, chiede aiuto alla gente di Harry; l’incontro fortuito con la ragazza risveglia in quel re dallo sguardo misterioso un desiderio così forte da indurlo a portarla via con sé. Harry scopre così una cultura che segue i ritmi naturali, e si lega al re come nessun’altra donna era riuscita a fare prima; viene addestrata come un guerriero e ben presto la sua abilità arriva a domare la leggendaria Spada Blu. E mentre la guerra si profila all’orizzonte, Harry si troverà a mettere alla prova la sua arte, in una missione proibita e pericolosa che la porterà molto lontano.

Robin McKinley è un’autrice fantasy molto popolare negli States, ha uno stile molto descrittivo ed è capace di immergere il lettore nelle sue storie fino a al punto di farci sentire laddove si svolge la storia.

Queste due immagini (tratte da un mio viaggio in Siria) potrebbero ben descrivere il contesto di questo romanzo:

I primi due capitoli mi ero seriamente preoccupata che si trattasse di una narrazione troppo lenta per i miei gusti, invece con l’inizio del terzo l’avventura ha acquisito ritmo e consistenza, anzi poi mi ha davvero preso.

McKinley è bravissima a combinare insieme magia, storia, mitologia, a costruire un’alchimia che ci fa immergere in un mondo di fantasia pur restando sempre verosimile.

Harry Crew è una ragazzina o giovane donna a cui manca qualcosa nella vita: l’avventura, si sente diversa dalla società che la circonda, coraggiosa, piena di risorse quando viene rapita si ritrova a vivere in una società completamente diversa, dove le donne possono scegliere di essere addestrate come guerriere e si distingue per le sue doti in combattimento.

Se da adulte siete fans di Beatrix Kiddo diciamo che da piccole vi sareste potute innamorare di Harry Crew.

E poi c’è Corlath…come si fa a non innamorarsi di Corlath?

E’ vero che Harry viene non proprio simpaticamente rapita da Corlath ma fin da subito si capisce che Corlath porta sulle sue spalle un grosso macigno, un carico di magia che non gli lascia troppo libero arbitrio in materia.

In questo incontro tra culture e popoli McKinley scrive di tolleranza e comprensione, quando Harry arriva nell’Hillfolk ha forti difficoltà ad adattarsi ma non si considera mai superiore o più intelligente, impara ad adattarsi a nuove regole e si affeziona al suo nuovo popolo senza dimenticarsi delle sue origini fino a trovare il suo posto nel mondo.

Harry diviene il ponte tra due mondi che si sono odiati per generazioni, un’eroina eccezionale di cui è impossibile non innamorarsi, questa è una di quelle storie da leggere tra la quinta elementare e la prima media, sicuramente lascierà il segno.

Qui è possibile leggere un estratto del libro.

Altre opinioni:

Diario di Pensieri Persi

Il mio voto: 4/5 (ma sarebbe stato un 5 se l’avessi letta a dieci anni)

Em

Annunci

Il bianco e il nero di Malorie Blackman

In data 1 giugno 2011 è uscito in lingua italiana Il bianco e il nero di Malorie Blackman, il titolo inglese è Noughts and Crosses  ed è il primo volume (ma si legge benissimo anche come romanzo a sè stante) di una seria assolutamente imperdibile per adolescenti e non solo.

Da notare che è parecchio che non scrivo nulla sul blog perchè ho davvero poco tempo a disposizione ma ci tengo a dare il mio contributo per promuovere questo romanzo stupendo, bellissimo, leggetelo e poi mi direte

La storia è ambientata in un mondo distopico in cui le persone con la pelle nera (i neri) detengono potere e ricchezze economiche mentre i bianchi sono fortemente discriminati e svolgono tutte le mansioni più umili, in questa società caratterizzata da ingiustiza sociale e pregiudizi Persepone Hadley (nera) e Callum McGregor  (bianchi) sviluppano una amicizia inizialmente tollerata dalle rispettive famiglie ma che ben presto diventa scomoda e inappropriata.

Il romanzo è davvero intenso, a tratti anche brutale, ha il ritmo di un thriller e la dolcezza di una storia d’amore, una sorta di Romeo e Giuletta che si focalizza sul problema razziale (definizione non mia ma del Times).

I temi principali:

* ingiustizia sociale, segregazione, discriminazione razziale;

* ribellione e terrorismo. Jude (il fratello di Callum) e Ryan (il padre) fanno parte di una organizzazione terrorista che promuove eguaglianza tra bianchi e neri attraverso l’organizzazione di atti di violenza. Inizialmente Callum si rifiuta di supportare l’organizzazione ma in seguito a vari eventi decide di aderire alla lotta. Blackman non esprime giudizi ma attraverso le voci di Callum e Sephie affronta il delicato tema del terrorismo;

* tradimento;

Leggendo la trama sui vari amazon, bol, … si potrebbe pensare alla solita storia d’amore tra persone di diversa estrazione sociale, opposti che si attraggono, una routine già vista e letta ma non è assolutamente così.

Il bianco e il nero è un romanzo originalissimo, intenso, cupo con un finale decisamente potente.

Personalmente ci ho messo un pò a riprendermi, rimanere indifferenti è davvero impossibile.

Il mio voto: 5/5

Em

Ho un castello nel cuore di Dodie Smith

Contemplation seems to be the only luxury that costs nothing

Il libro l’ho letto in inglese (I capture the Castle) ma credo o spero sia stupendo anche in italiano.

Un piccolo grande romanzo vagamente Bohèmienne e caratterizzato da quel che io definisco pure englishness pensando ad una grande casa in rovina (castello in questo caso), natura selvaggia, eccentricità e poesia.

La storia si svolge nell’Inghilterra degli anni ’30. L’eccentrica famiglia Mortmain vive in un castello dilapidato nella campagna inglese,  i Mortmain sono rimasti sul lastrico perchè il padre, scrittore, ha un autentico blocco.

Cassandra ha diciassette anni e sogna di essere scrittrice, tiene un diario dove annota pensieri, sensazioni, vicende della casa.  Poi c’è Rose, la bellissima sorella maggiore di Cass, Rose è triste, non sopporta la povertà e lo squallore in cui vivono, sogna di incontrare un uomo benestante che la sposi e  la porti via con sè.

E ci sono i ragazzi: Thomas, il fratellino, e Stephen, bellissimo figlio dell’ex governante. La vita dei Mortmain cambia per sempre all’arrivo dei vicini di casa: americani, ricchissimi, allegrissimi.

Ogni tanto leggo un libro e mentre lo leggo me ne invaghisco totalmente, capisco di provare emozioni speciali e so che ci vorranno mesi, forse anni, prima di imbattermi in un’altra storia che avrà lo stesso effetto.

Ho un castello nel cuore mi ha fatto questo effetto, un romanzo coming-of-age senza troppe pretese ma incantevole nella sua spontaneità (e tutto il merito va alla voce narrante di Cass) … adatto a tutte le età.

La trama non è particolarmente complessa, il finale semplicemente perfetto nella sua imperfezione, tuttavia la storia va letta per perdersi tra i pensieri e le riflessioni di una eroina intelligente e simpatica come Cass Mortmain, un personaggio che senz’altro resterà a lungo nel mio cuore.

Il mio voto: 5/5

Em

Hunger games. La ragazza di fuoco di Suzanne Collins

Innanzitutto vi avviso che mi sono affiliata ad amazon.it e quindi d’ora in poi metterò dei links che vanno li, se comprate il libro seguendo il mio link teoricamente guadagno delle commissioni e so di ragazzi che con programmi simili hanno accumulato anche 12 euro in un anno, non vorrei perdere l’occasione!

Venendo a Hunger Games. La ragazza di fuoco mi domando perchè questa bellissima serie di Suzanne Collins (qui la mia recensione di Hunger Games) in Italia stenti a decollare,  non sono l’unica che si fa questa domanda (qui la bella recensione di Keira).

Qui si può leggere il primo capitolo.

In generale detesto fare il riassunto delle trame, questo libro è il secondo di una serie e NON va letto se non si è letto il primo (assolutamente da non fare), se avete letto Hunger Games (il primo) direi che il riassunto è superfluo nel senso che sicuramente state pensando di leggere anche questo ma forse non sapete che è uscito in italiano.

Il genere è distopico per ragazzi (ma merita a tutte le età),  non sapevo neanche io cosa volesse dire esattamente ma è lo stesso genere del romanzo La Strada di McCarthy Cormac e infatti si soffre fisicamente (per esempio la tortura di andare al lavoro mentre si legge un libro del genere, è uno di quei romanzi da aprire il venerdì sera se e solo se non si hanno impegni per la serata e neanche per il sabato) e psicologicamente.

In Hunger Games (il primo) avevo sofferto molto di più, avevo anche pianto (mi capita davvero raramente), La ragazza di fuoco non ha la stessa intensità, diciamo che se la colonna sonora del primo volume potevano essere i Rage Against The Machine, per questo secondo volume penso piuttosto ai Kaiser Chiefs (c’è una bella differenza), tuttavia è il secondo in una serie di tre e quindi, in un certo senso, è un libro di transizione e, in quanto tale, davvero perfetto.

Anche se la narrazione è più lenta ho apprezzato moltissimo l’ingresso nella Capitale, questa folle adorante e idiota che ha perso ogni senso critico, e Katniss (a cui certo non manca la capacità di analisi del pubblico) non esita a manipolarla a suo vantaggio.

Il finale è epico e geniale, c’è da aspettare ma poi il ritmo accelera e l’adrenalina sale ma, attenzione, non scende… nel senso che non ci sono rassicurazioni, tutto può succedere e si resta in attesa di MockingJay.

Katniss era, è e sarà sempre una delle mie eroine fantasy preferite. La detesto e la adoro: astuta, manipolatrice, sveglia ma pur sempre umana (anche se il triangolo mi irrita sempre, per la cronaca ero e resto Team Gale, nel senso che proprio tra i due non ho dubbi e forse per questo fatico a capire l’indecisione di Katniss) confusa, imperfetta.

Assolutamente da leggere.

Il mio voto: 4,5/5

Em

Una grande e terribile bellezza di Libba Bray

Perchè ho aspettato così tanto a leggere Una grande e terribile bellezza di Libba Bray? Questo libro è stupendo!

Il libro mi è piaciuto davvero tanto e forse avrei sperato in un filo in più di romanticismo ma sono fiduciosa che qualcosa accadrà nei prossimi due volumi (dato che è una serie).

Cosa mi è piaciuto? Innanzitutto l’atmosfera di un collegio per sole ragazze immerso nel countryside di un’ Inghilterra in età vittoriana.

Come in tutte le scuole private che si rispettano  anche qui le fanciulle non vanno d’amore e d’accordo, ci sono intrighi, cattiverie, segreti, il tutto in un’atmosfera misteriosa, in più nei boschi intorno alla scuola si aggirano misteriosi individui.

La storia ruota intorno al personaggio di Gemma Doyle, 16 anni, inglese ma ha sempre vissuto a Bombay fino a quando un susseguirsi di eventi misteriosi costringe sua madre al suicidio ed è così che finisce in un collegio inglese.

Gemma è preoccupatissima, stanno accadendo cose strane,  si accorge che  il misterioso  Kartik (in qualche modo coinvolto nella storia della madre) l’ha seguita dall’India all’Inghilterra, Kartik sa che Gemma sta avendo delle visioni terribili (tra cui la scena della morte della madre) e le chiede di controllarsi, fermare la sua immaginazione.

Gemma non si sente sè stessa ma è pur sempre un’adolescente che vuole far parte dell’elite della scuola ed è così che si lega ad altre tre ragazze, la capricciosissima Felicity, la bellissima Pippi e  la sua banalissima compagna di stanza Ann.

Gemma ritrova un diario segreto appatenuto ad una ragazza, Mary Dowd, una vecchia alunna della scuola morta misteriosamente vent’anni prima con una sua amica, Sarah, e la fondatrice dell’istituto, Eugenia, in un misterioso incendio.

Le quattro ragazze si trovano di notte in una grotta misteriosa, leggono il diario , quasi per scherzo invocano spiriti, organizzano sedute spiritiche fino a quando Gemma decide di utilizzare i nuovi poteri di cui sta diventando ogni giorno più consapevole e quello che è partito come una sorta di gioco  diventa ben presto molto di più.

Una storia di misteri ma anche di vanità, speranze, amore, amicizia, lezioni di francese, il libro è scritto benissimo e non è banale, racconta bene l’euforia dell’adolescenza, la voglia di trasgressione, la confusione nel comprendere che male e bene sono concetti in parte relativi.

Ho iniziato a leggere la prima pagina e non mi ha fermato più niente…

Il mio voto: 4.5/5

Em

La Contessa Segreta di Eva Ibbotson

La Comtessa Segreta è il primo libro che ho letto di Eva Ibbotson, Eva Ibbotson è nata a Vienna nel 1925 e successivamente, dopo il divorzio dei genitori, si è trasferita in Inghilterra con il padre ebreo.

Ibbotson  ha scritto moltissimi libri che sono stati catalogati come “libri per ragazzi” in realtà la definizione è riduttiva, La contessa segreta è una fiaba meravigliosa che fa sognare a tutte le età.

Recensione Libro

La storia si apre descrivendo brevemente l’infanzia e l’adolescenza della contessina Anna Grazinski a San Pietroburgo, Anna è amatissima dai genitori e dalla vita ha avuto tutto pur mantenendo sempre una certa ingenuità ed umiltà. Amante del balletto, fluente in inglese e francese, abile al pianoforte, Anna ama la vita ed è amatissima da tutte le persone che la circondano.

Alla fine della prima guerra mondiale in Russia si crea una situazione di instabilità politica e il mondo di certezze  di Anna si sgretola, il padre muore, la ricchezze vengono in parte confiscate in parte perdute, la sicurezza della sua famiglia è in pericolo e così insieme alla madre, al fratello e alla fedelissima domestica inglese si trasferisce a Londra dove coglie la prima opportunità di lavoro e diventa una domestica.

Nella tenuta di  Mersham sta per rientrare dalla guerra Rupert, l’erede della casata, per questo cercano una nuova domestica, solo temporanea, che aiuti a rimettere in sesto la casa parzialmente chiusa e Anna riesce ad ottenere il lavoro nonostante le perplessità del capo maggiordomo Proom.

Rupert aveva promesso al fratello di fare il possibile per salvare Mersham dalla rovina ed è deciso a mantenere la parola data, questo significa sposare Muriel, bellissima ereditiera con molti lati oscuri conosciuta mentre giaceva quasi morente all’ospedale di Guerra.

Quando l’amore, quello vero, irrompe sulla scena tutto viene messo in discussione e anche il piano più definitivo è soggetto a modifiche.

Questo romanzo è quasi poetico, una fiaba che mi ha incantato per la bellissima narrazione, per l’amore con cui tutti i personaggi sono stati costruiti (la piccola Ollie è assolutamente adorabile), per la capacità di Ibboston di costruire in Anna una protagonista femminile assolutamente positiva ma non banale.

Anna è un’eroina un pò old-fashioned, gentile, umile, concreta, sognatrice ma senza dubbi esistenziali, nella ya moderna non se ne trovano molte di eroine così e quando capita sono un pò delle macchiette che mi danno i nervi, forse per questo è stata una sorpresa imbattermi nel suo personaggio, era da tanto che non mi capitava.

Il mio voto: 5/5

Bonus: una di quelle storie che mette di buon umore

Em

Di qua dal Paradiso di Francis Scott Fitzgerald

Da quando ho letto Il Grande Gatsby Francis Scott Fitzgerald è diventato per me una sorta di eroe, il mio scrittore preferito, la prova che tutte queste idee che mi frullano per la testa si possono mettere sulla carta.

Fitzgerald ha scritto solo quattro romanzi Di Qua Dal Paradiso, Belli e Dannati, Tenera è la Notte e il Grande Gatsby. Se riesco farò la recensione di tutti, cominciamo dall’inizio.

Di qua dal paradiso è un romanzo semi-autobiografico pubblicato nel 1920:

Recensione Libro

Semplificando possiamo dire che il romanzo racconta della educazione di Amory Blaine, un romantico egostista che eccelle per prestanza fisica, fascino, intelligenza. Inizialmente non il più simpatico dei protagonisti ma evolve nel corso della vicenda.

La vita di Amory è presentata dall’infanzia all’adolescenza, in un periodo temporale  che comprende linizio  della prima guerra mondiale.

Ci sono molti aspetti che si potrebbero prendere in considerazione ma poichè non sono un critico letterario (nel caso non ve ne fosse accorti :)) cercherò di spiegare quello che più mi ha colpito.

Innazitutto il pessimismo nei confronti della vita unito al desiderio sfrenato di godersi tutto al massimo.

All’inizio della storia Amory studia in un collegio, St Regis, prestigioso, vorrebbe integrarsi ma resta sempre ai margini dei vari gruppi di ragazzini, successivamente entra a Princeton (università americana dove Fitzgerald ha realmente studiato) e lì sviluppa delle amicizie che lo influenzeranno per sempre.

In particolare a Princeton incontra  Burne Holiday eThomas Park D’Invilliers, tutti e due sono fondamentali nella storia.  Quando scoppia la guerra molti degli studenti di Princeton si arruolano nell’esercito, Burne si dichiara pacifista, una scelta politica radicale controtendenza che viene attentamente analizzata da vari punti di vista nelle conversazioni tra Amory e gli altri amici.

D’Invilliers è colui che fa conoscere ad Amory Yeats, Wild e molti altri scrittori,  lo incoraggia a scrivere poesie. Ci sono moltissimi dialoghi brillanti tra i due amici, una in particolare in cui dissacrano la letteratura americana.

Uno dei miei capitoli preferiti (nella versione inglese che ho appena riletto) si intitola  “The End Of Many Things” , e segna la linea di confine tra Princeton e dopo-Princeton :

And what we leave here is more than this class; it’s the whole heritage of youth. We’re just one generation—we’re breaking all the links that seemed to bind us here to top-booted
and high-stocked generations. We’ve walked arm and arm with Burr and Light-Horse Harry Lee through half these deepblue nights

Amory lascia  l’università e inizia a lavorare in una agenzia di pubblicità, uno dei suoi amici, Alec Connege, gli presenta la sorella Rosalind.

Amory e Rosalind  si innamorano pazzamente, iniziano a parlare di matrimonio fino a quando lei realizza che le stesse qualità per cui lo ama sono quelle che farebbero fallire il loro matrimonio e sceglie la sicurezza di un marito meno eccentrico ma che può assicurarle il benessere di cui ha bisogno per essere felice. Il cuore di Amory è inesorabilmente spezzato.

La rottura ha un effetto devastante, il sogno dell’amore naufraga, si è rotto e non si potrà mai riparare, Amory non sarà  più lo stesso.

Verso la fine viene utilizzata l’espressione  “scrap-book of my life” è perfetta per questa storia fatta dialoghi, poesie, esperienze, riflessioni, lettere che ci raccontano la storia di Amory, di Fitzgerald e un pò anche di noi stessi.

Credo che parte delle ragioni per cui adoro Fitzgerald è che mi sento in perfetta sintonia con le tematiche che affronta, la turbolenza dell’adolescenza, l’illusione di un sogno, la realtà che inesorabilmente ci delude. Fiztgerald dialoga con chi non ha certezze, con il pessimista che non rinuncia a godersi il godibile.

E poi adoro il modo in cui tutti i suoi libri dissacrano e massacrano la società senza essere romanzoni sociali, questi sono capolavori relativamente brevi che tutti possono leggere e ognuno può viverli a modo suo.

Non c’è, secondo me, un altro scrittore che sa creare atmosfere come Fitzgerald, una prosa delicata che non ha bisogno di decsrizioni chilometriche, se chiudi gli occhi sei lì sulla scena.

Em