Riflessi di un pomeriggio d’inverno di Laura Whitcomb

Questo libro mi è stato regalato da un’amica tanto tempo fa ma per molti mesi è rimasto a prendere la polvere sullo scaffale , talvolta  ho dei pregiudizi, con questo bellissimo romanzo ho imparato che posso amare anche storie che parlano di fantasmi.

La trama dal sito della Bol:

Helen vaga sulla Terra da più di un secolo, esistendo grazie alla vicinanza di ignari umani: è uno spirito, e cerca di lenire l’inquietudine che la tormenta a causa di qualcosa accaduto in un passato ormai lontano. Mentre si trova in una cittadina della provincia americana, nella classe del professor Brown, Helen scopre che James, un’entità ultraterrena e inquieta come lei, si è impossessato del corpo di uno studente, Billy Blake, che si era trovato in bilico tra la vita e la morte. Lo sguardo del ragazzo incontra gli occhi di Helen, segue i suoi movimenti, indugia sul suo volto. E così, solo per James, per la prima volta dopo un tempo infinito lei non è più invisibile. In preda a un’emozione esaltante, comprende che la sua esistenza sta per cambiare. Non le sembra vero di poter finalmente parlare con qualcuno che riesce a vederla e sentirla, e tra i due si accende un’irresistibile attrazione. Ma Helen vuole anche ricominciare a sentire profumi, sapori, insomma, quelle sensazioni umane che le mancano terribilmente. E, soprattutto, si strugge dal desiderio di poter toccare James. Per farlo, c’è un unico modo: deve trovare un corpo in cui abitare, proprio come è successo al suo amato.

La prosa di Laura Whitcomb ha qualcosa di speciale, questo libro mi ha preso fin dalla prima pagina, semplice, affascinante, una di quelle storie d’amore malinconiche e intense, mi ha emotivamente coinvolto.

I personaggi solo sfumati, senza consistenza, la  narrazione è  poetica, accade poco o nulla,  eppure si provano tantissime emozioni.

Quando Hellen e James si innamorano, il desiderio è palbabile, l’attrazione è fisica e spirituale (sono fantasmi) e la loro felicità contagiosa.

Ad un certo punto Helen si impossessa di un corpo abbandonato dall’anima, il corpo di un’adolescente, Jenny, e deve adeguarsi alle regole rigidissime ispirate dal credo religioso dei suoi nuovi genitori, presto  si sente intrappolata. La descrizione è così efficace che davvero manca l’aria.

Ci sono moltissime referenze letterarie:  Coleridge, Shakespeare, Dickens e soprattutto   Emily Dickinson la cui poesia  “Why Do They Shut Me Out of Heaven?” è citata  nel libro:

Why do they shut me out of heaven?
Did I sing too loud?
But I can say a little minor
Timid as a bird.
Wouldn’t the angels try me
Just once more,
Just see if I troubled them
But don’t shut the door.
Oh, if I were the gentleman
In the white robe
And they were the little hand that knocked
Could I forbid?

Non è una delle più belle poesie mai scritte?

Il mio voto: 4,5/5

Em

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2 risposte a “Riflessi di un pomeriggio d’inverno di Laura Whitcomb

  1. Sto cercando questo libro da non so neanche più quanto tempo!Mi ispira talmente tanto!E il tuo commento mi ha invogliata ancora di più a leggerlo!

  2. è veramente carino, un fantasy molto diverso dal solito

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